20 luglio 2026 08:54
Una richiesta di moratoria delle sanzioni relative al nuovo Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR) arriva da Confapi, la federazione della piccola e media industria. Una richiesta in “zona Cesarini”, visto che la maggior parte delle disposizioni del regolamento diventerà applicabile tra meno di un mese, il prossimo 12 agosto, anche se l’attuazione dei diversi obblighi sarà graduale.
La richiesta è motivata dall’impatto che il PPWR potrebbe avere sulle piccole e medie imprese, come emerge da uno studio elaborato da Confapi. Secondo le stime della Confederazione, per un’azienda manifatturiera di piccole e medie dimensioni, con un catalogo di circa 10-15 referenze di packaging, i costi fissi di partenza potrebbero attestarsi tra i 5.000 e i 15.000 euro, considerando l’iter di conformità, stimato tra 500 e 2.000 euro, e gli adempimenti relativi alla sicurezza chimica.
Per verificare il rispetto dei limiti previsti per i PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti sono necessari, secondo Confapi, test di screening eseguiti in laboratori accreditati, il cui costo varia tra i 150 e i 300 euro per singolo campione analizzato. A questi bisogna aggiungere il costo delle consulenze tecniche esterne necessarie per redigere il Fascicolo tecnico e la Dichiarazione di conformità (DoC).
In questo scenario, sottolinea Confapi, le sanzioni che potrebbero essere previste o applicate a livello nazionale sarebbero severe: secondo la Confederazione, vanno da poche migliaia di euro per le infrazioni più leggere a oltre 100.000 euro, con possibili provvedimenti di sequestro e blocco commerciale dei lotti di merce non conformi.
Confapi chiede quindi al Governo italiano e alle istituzioni europee l’introduzione di tre misure ritenute urgenti: una moratoria sulle sanzioni, con la sospensione dei provvedimenti sanzionatori per tutta la fase transitoria e fino a quando il quadro normativo, comprensivo degli ulteriori atti attuativi e chiarimenti, non sarà definitivo e pienamente applicabile; una clausola di salvaguardia per le scorte di packaging già acquistate o prodotte dalle imprese; e, infine, flessibilità sulle etichette, consentendo l’utilizzo di quelle già stampate o ordinate per evitare sprechi economici e materiali.
"Non siamo di fronte a una transizione ecologica, ma a una transizione burocratica che rischia di desertificare il nostro sistema produttivo - sostiene il presidente di Confapi, Cristian Camisa (nella foto) -. Pretendere l’adeguamento entro il 12 agosto, in piena estate, a norme dai contorni ancora confusi, senza che la stessa Commissione europea abbia completato la pubblicazione di linee guida e FAQ e degli atti attuativi, condanna le imprese europee a un ulteriore incremento dei costi, riducendo ancora di più le loro marginalità in un contesto storico-economico complesso».
"Non si può fare politica industriale sulla pelle delle imprese - aggiunge Camisa -. Chiediamo al Governo italiano di farsi promotore di una linea di buon senso in Europa: serve una moratoria immediata per bloccare la scure delle sanzioni e della burocrazia prima che sia troppo tardi. Senza imprese competitive, l’Europa verde sarà solo un continente deindustrializzato e impoverito".
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