18 giugno 2026 12:30
A margine del Forum delle Bioplastiche compostabili tenutosi questa mattina a Roma (leggi articolo), abbiamo scambiato qualche battuta con Armido Marana, nuovo presidente del Consorzio Biorepack e CEO di Ecozema, azienda vicentina pioniera nella produzione di articoli monouso e stoviglie in bioplastica compostabile.
Partiamo dalla nota dolente: il mercato. I dati diffusi oggi al Forum delle bioplastiche compostabili delineano un quadro ben lontano dalle promesse di crescita degli anni passati: rispetto al 2024, l'anno scorso tutti gli indicatori economici sono virati in rosso: imprese, occupazione, fatturato e volumi.
I numeri erano negativi anche nel 2024, ma i volumi allora avevano tenuto. Stiamo entrando in una fase di crisi strutturale?
Preferirei definirla accidentale, più che strutturale, frutto di una tempesta perfetta tra norme europee non sempre chiare e foriere di incertezza e una concorrenza asiatica aggressiva. La capacità produttiva cinese di bioplastiche è triplicata in pochi anni passando da 800mila a 2,5 milioni di tonnellate, prevalentemente destinata all'esportazione. E continua a crescere.
Non sono però pessimista: stiamo registrando segnali incoraggianti in alcune applicazioni chiave e ci aspettiamo che le nuove norme sulle stoviglie riutilizzabili, introdotte dal Governo con il decreto PNRR, possano colmare la lacuna della Direttiva UE sugli articoli monouso (SUP) e ridare slancio ai consumi di compostabili. Vedo segnali positivi anche nel settore degli imballaggi rigidi. La situazione non è facile, ma rispetto all'anno scorso oggi sono più ottimista.
Nel corso del convegno è stata proposta una via alternativa a quella seguita fino ad oggi: non più commodities e competizione sui prezzi, ma componenti di servizi ecosistemici, con l'idea di entrare in mercati ad alto valore aggiunto come alimentare, cosmetica e farmaceutica.
A dirla così sembra facile...
Le bioplastiche in passato sono state proposte come risposta ai consumatori che volevano prodotti più sostenibili. Bisogna andare oltre. Non so, francamente, se saranno alimentare, cosmetica o farmaceutica i nuovi settori su cui puntare la prua, ma certamente l'industria italiana ed europea non può limitarsi a giocare in difesa: deve scommettere sull'innovazione e sull'apertura di nuovi mercati per far fronte a una concorrenza asiatica che, fino ad oggi, si basa su prodotti di basso profilo prestazionale venduti a basso costo, principalmente PBAT e PBS, che si possono ormai definire commodities.
La ricerca presentata al forum dalla SDA Bocconi School of Management suggerisce di puntare su differenziazione tecnologica, nuove funzionalità e integrazione con altri comparti produttivi. Abbiamo le capacità tecnologiche e il know-how per combattere ad armi pari sul terreno dell'innovazione, bisogna volerlo.
Guardando i numeri di Plastic Consult emerge che il film per packaging alimentare è tra i pochi segmenti in crescita. Cosa vi aspettate dal Regolamento UE sugli Imballaggi? E, soprattutto, il nostro paese riuscirà a imporre la sua visione e le esenzioni allargate per le bioplastiche?
Non so se la linea italiana passerà a livello europeo, ma non vi è dubbio che le bioplastiche possano fornire una soluzione agli imballaggi oggi più difficili da recuperare per via meccanica, che secondo il regolamento UE rischiano di finire nelle ultime classi di riciclabilità, la B e la C, destinate ad essere messe fuori mercato dal 2030 in avanti. Ci sono ancora molti punti da definire attraverso gli atti secondari, quindi la partita non può dirsi ancora chiusa.
Sono invece positivi i numeri del consorzio Biorepack sulla raccolta e avvio a riciclo organico degli imballaggi in plastica compostabile. Gli obiettivi europei sono stati superati. Gli altri paesi europei ci stanno seguendo su questa strada?
In Europa, con poche eccezioni, mancano le infrastrutture per la gestione dei rifiuti organici, nonostante vi sia l'obbligo, dal 2024, di avviare la raccolta separata di questa frazione. Si è spesso preferito puntare sul riciclo meccanico della plastica convenzionale.
In Italia abbiamo dimostrato con i numeri che il riciclo organico si può fare: il tasso provvisorio di riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile si attesta al 52,5%, superando gli obiettivi europei. I comuni con i quali abbiamo stipulato convenzioni per la raccolta differenziata sfiorano ormai l'80%, mentre la popolazione servita supera il 90%. Ora tocca agli altri darsi da fare.
Quali sono le sfide che bisogna ancora affrontare, nel nostro paese, per migliorare raccolta e riciclo degli imballaggi compostabili?
Dobbiamo aumentare non solo la quantità, ma soprattutto la qualità della raccolta differenziata. Su questo fronte alla fine dell'anno abbiamo lanciato la campagna “Ce l’ha il Biorepack?” volta a promuovere il nuovo marchio Organico Biorepack per spingere i cittadini a conferire correttamente gli imballaggi in bioplastica compostabile.
© Polimerica - Riproduzione riservata
Viale Kennedy , 986 - 21050 Marnate (VA)
Tel: 0331 389077 - Fax: 0331 389078
Web: www.vanettimaster.com/ - Email: vanetti@vanettimaster.com
Via Rovereto, 11 - 20871 Vimercate (MB)
Tel: +39 039 625661 - Fax: +39 039 6851449
Web: www.engelglobal.com/it/it/home - Email: sales.it@engel.at
Via Trieste 28/E, 633 - 22036 Erba (CO)
Tel: +39 031610190 - Fax: +39 031610382
Web: www.caldara.it/ - Email: info@caldara.it
Via Aniene , 2 - 20151 Milano (MI)
Tel: +39 02.47711169 - Fax: +39 02.47711188
Web: www.plasticconsult.it - Email: info@plasticconsult.it
C.A.R.P.I.: la filiera virtuosa dei rifiuti plastici da post-consumo è una risorsa storica italiana che spesso non vogliamo valorizzare e utilizzare nel modo corretto.
Il vassoio in polistirene espanso sviluppato da Coopbox in collaborazione con Coop.fi combina contenuto riciclato, struttura monomateriale e funzione drenante.
Il nuovo sito web dell'azienda è stata disegnato per offrire un'esperienza di navigazione intuitiva e valorizzare il know-how dell'azienda, sul mercato da oltre 50 anni.