15 giugno 2026 08:43
Accusata più o meno velatamente di aver innescato, con il fermo del cracker, la crisi del petrolchimico di Brindisi, il cui ultimo atto è l'annuncio della chiusura dell'impianto PP da parte di LyondellBasell (leggi articolo), Versalis ha diffuso una nota in cui chiarisce la sua posizione, frutto di un "processo strutturato, condiviso e formalizzato in sede istituzionale" e non di "decisioni estemporanee".
La società afferma, inoltre, che il cracking è stato posto in stato di conservazione e un advisor internazionale sta già lavorando per individuare eventuali operatori interessati a subentrare nella gestione degli asset.
Riportiamo di seguito, integralmente, la nota della società.
"Il 10 marzo 2025 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato sottoscritto il Protocollo di trasformazione di Versalis, siglato dalle istituzioni e dalle principali organizzazioni sindacali con l’obiettivo di affrontare la crisi della chimica di base e investire in nuove piattaforme industriali coerenti con la transizione energetica. Un percorso che, a differenza di altre aziende, non prevede una mera chiusura e fermata degli impianti, ma una trasformazione verso attività industriali più sostenibili e compatibili con la transizione in atto e il percorso tracciato di decarbonizzazione.
Come ribadito sin dall’ottobre 2024, la chimica di base europea soffre da decenni di una perdita di competitività strutturale, determinata da un contesto di costi delle materie prime e dell’energia significativamente più elevati rispetto ad altre aree del mondo. Una crisi non episodica, né locale, ma sistemica. I dati sulle chiusure o sulla messa in vendita degli impianti in tutta Europa da parte delle varie società che da anni operano in condizioni di svantaggio competitivo sono noti.
A differenza di quanto si sta verificando in altri contesti, dove alle chiusure non seguono avvii di nuove attività, il piano di Eni e Versalis è volto a garantire continuità produttiva e occupazionale nel medio-lungo periodo ed è oggetto di un monitoraggio costante da parte delle istituzioni competenti, attraverso un tavolo dedicato che ne verifica lo stato di avanzamento e il rispetto degli impegni assunti. In nessun modo le decisioni, del tutto autonome, di altre realtà industriali nel sito possono essere ritenute conseguenza della decisione di Versalis di fermare le attività del cracking a Brindisi, anche tenuto conto delle possibilità di approvvigionamento alternativo.
A Brindisi è stata costituita la società che opererà nella fabbrica per la produzione di accumuli di energia (BESS) e l’avvio del cantiere per la costruzione è atteso a breve. Il cracking è stato posto in stato di conservazione, scelta che consente di riattivarne la produzione, e un advisor internazionale è da settimane al lavoro per individuare eventuali operatori interessati a subentrare nella gestione degli asset. Parallelamente allo sviluppo del progetto industriale, è stato avviato un percorso per favorire il coinvolgimento delle imprese locali e per sostenere la riconversione delle competenze professionali.
La discussione sul futuro di Brindisi non può prescindere da una considerazione di fondo: difendere l’industria non significa preservare modelli non più sostenibili, ma accompagnarne l’evoluzione. Eni ha intrapreso percorsi analoghi in altri settori oltre dieci anni fa, dimostrando che la trasformazione industriale, se governata, può diventare un’opportunità di rilancio e non un fattore di perdita. Il piano Versalis a Brindisi si colloca in questa stessa logica: affrontare una crisi strutturale con strumenti industriali adeguati, tutelando l’occupazione e creando le condizioni per una nuova filiera produttiva capace di generare valore nel tempo".
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