12 giugno 2026 08:47
La padovana Fimic presenta in questi giorni a Plast 2026 due sviluppi pensati per agevolare i riciclatori alle prese con l’estrusione di rifiuti plastici problematici, in particolare per quanto concerne il controllo della pressione.
RMP, acronimo di Recycling Melt Pump, è una pompa a ingranaggi progettata per assicurare una portata costante e un flusso di materiale prevedibile durante il processo di estrusione.
La particolarità è il sistema di manutenzione modulare, risposta a un problema che sorge quando si riciclano materiali post-consumo particolarmente aggressivi nei confronti degli ingranaggi.
Nei sistemi tradizionali, spiega la CEO della società Erica Canaia, occorre sostituire, ogni pochi mesi, l’intero corpo pompa. La soluzione messa a punto da Fimic consente invece di intervenire sul modulo e sostituire solo i componenti interni usurati, senza cambiare il blocco completo, riducendo così i costi di manutenzione fino a un quarto. L’intervento può essere eseguito dall’operatore.
La seconda proposta a Plast 2026 è FPP, Fimic Piston Pump, progettata per affrontare condizioni critiche. Grazie al sistema a doppio cilindro con pistoni sincronizzati, assicura una pressione continua e controllata anche con materiali eterogenei e ad alto tasso di contaminazione. Il funzionamento alternato dei pistoni bilancia le variazioni di portata e mantiene la pressione stabile anche quando il materiale in ingresso è discontinuo.
In questo modo, afferma Canaia, si possono raggiungere elevati livelli di pressione senza compromettere la stabilità del processo.
Una tipica applicazione è l’installazione su linee di estrusione bivite per evitare il riflusso del melt, in configurazioni con doppi filtri, oppure nei sistemi underwater che richiedono pressioni elevate. La pompa può essere posizionata a valle o a monte del filtro, a seconda delle esigenze di processo.
Da segnalare, infine, il sistema di raschiatura con pistone superiore, presentato l’anno scorso al K2025. Si tratta di una soluzione destinata agli impianti che devono trattare materiali contaminati - multistrato plastica-alluminio, fibre come quelle delle big bag, fibra di vetro o piccoli frammenti metallici - che tendono a impaccarsi, bloccando raschiatori e filtri e impedendo, di fatto, il riciclo delle frazioni plastiche più difficili.
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