10 giugno 2026 08:46
Il costruttore di imbarcazioni a energia solare Gardasolar ha avviato, insieme al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Trento, il progetto R.I.V.A., volto a recuperare e riutilizzare, anche mediante stampa 3D, il polietilene ottenuto dalla triturazione delle proprie imbarcazioni a fine vita.
Uno dei primi compound formulati nell'ambito del progetto di ricerca è PErCARBr15, a base di polietilene ad alta densità (HDPE) riciclato, rinforzato con il 15% di fibre di carbonio rigenerate e compatibilizzato mediante polietilene graffato con anidride maleica.
Il compound è destinato alla produzione di componenti strutturali, tra cui - per ora a livello prototipale - i dischi della ruota AMP e gli scudi del combinatore Multi Drive Technology.
Il materiale può essere processato sia mediante stampa additiva FDM da filamento, sia mediante stampa robotica LFAM (Large Format Additive Manufacturing),da granulo.
Il secondo compound, PErTPU25, anch'esso a base di HDPE, è una formulazione flessibile progettata per componenti con caratteristiche meccaniche modulabili.
Per la produzione di componenti di grandi dimensioni, superiori a un metro, mediante manifattura additiva, Gardasolar ha sviluppato, in collaborazione con il centro di ricerca ProM di Trentino Sviluppo, a Rovereto, e con il team di Paolo Gregori, una linea pilota di stampa additiva robotica LFAM basata su un robot antropomorfo a sei assi equipaggiato con un estrusore a granulo.
La linea consente di produrre componenti senza ricorrere a stampi dedicati, con elevata flessibilità geometrica e tempi di prototipazione contenuti.
Per i componenti di piccole e medie dimensioni è invece più adatta la stampa 3D tradizionale, alimentata dalle stesse mescole, trasformate in un filamento da 1,75 mm.
L'azienda trentina sta inoltre conducendo prove di stampaggio rotazionale utilizzando polietilene in polvere, sia riciclato sia vergine, in questo caso senza rinforzo. Tra le potenziali applicazioni nella nautica da diporto figurano componenti più semplici e di geometria meno critica, come scocche, carter e parti non strutturali.
Il lavoro scientifico ha ricevuto il Best Paper Award del Journal of Composites Science (MDPI) nell'agosto 2025, assegnato alla pubblicazione “From Nautical Waste to Additive Manufacturing: Sustainable Recycling of High-Density Polyethylene for 3D Printing Applications” (consultabile QUI).
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