9 giugno 2026 08:50
Con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la competitività delle attività petrolchimiche e accelerare la transizione verso decarbonizzazione e circolarità, il gruppo chimico giapponese Mitsubishi Chemical sta portando avanti un piano di ristrutturazione che prevede anche lo scorporo del business dei 'basic chemicals', principalmente petrolchimico, e la riorganizzazione delle attività MMA/PMMA. La mossa arriva in risposta al deterioramento del mercato, alla debolezza della domanda e alla pressione competitiva generata dall’aumento della capacità produttiva in Cina.
Lo scorporo delle attività petrolchimiche in una società separata e interamente controllata potrebbe essere completato entro la fine dell’esercizio fiscale 2027, che si chiude il 31 marzo 2028. L’operazione dovrebbe facilitare la partecipazione a future alleanze, fusioni o processi di ristrutturazione del settore.
Come parte di questo percorso, Mitsubishi Chemical sta proseguendo il progetto con Asahi Kasei e Mitsui Chemicals per integrare la produzione di etilene nel Giappone occidentale. Il piano prevede la chiusura, entro il 2030, dell’impianto AMEC di Mizushima e il consolidamento delle attività presso il cracker di Osaka Petrochemical Industries, controllata da Mitsui Chemicals (leggi articolo).
Per quanto concerne la filiera MMA/PMMA, il gruppo ha avviato una revisione della strategia commerciale e dei siti produttivi in Europa.
Le attività produttive europee nei monomeri e polimeri acrilici sono concentrate in due siti, a Rozenburg in Olanda (Lucite International Alpha) e a Wilton nel Regno Unito (Mitsubishi Chemical UK).
A Taiwan è stata presa la decisione di sciogliere la joint venture locale, mentre è in corso una valutazione del posizionamento degli altri siti asiatici nello scenario successivo alla crisi in Medio Oriente. Sarà inoltre accelerata l'elaborazione dei piani per gli impianti statunitensi più datati (leggi articolo), mentre prosegue l’esame di possibili partnership in India.
Recentemente, il gruppo giapponese ha anche deciso di uscire dal polibutilene succinato (PBS), fermando definitivamente la produzione di BioPBS nel sito di PTT MCC Biochem a Rayong, in Thailandia, e avviando lo scioglimento della joint venture con PTT Global Chemical (leggi articolo).
Il piano prevede inoltre interventi sull’organizzazione, sul personale e sui flussi di lavoro per migliorare produttività e rapidità decisionale.
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