20 maggio 2026 10:20
È cresciuto a doppia cifra anche nel 2025 il volume di rifiuti da beni in polietilene gestiti e avviati a recupero dal consorzio Ecopolietilene, parte del Sistema Ecolight.
I numeri presentati nel corso dell'ultima Assemblea del consorzio riportano 40.367 tonnellate gestite, con una crescita del +24% rispetto alle 32.500 tonnellate del 2024, mentre il tasso di recupero sull’immesso al consumo dai consorziati è salito di oltre tre punti percentuali, raggiungendo il 47%.
In crescita anche il numero delle aziende consorziate, oggi 223, con un incremento dell'8,1% rispetto a fine 2024.
"Questi numeri confermano la crescita del Consorzio e soprattutto la qualità del lavoro svolto lungo tutta la filiera del recupero e del riciclo dei beni in polietilene - commenta Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecopolietilene (nella foto) - . Il nostro obiettivo è continuare a operare in modo concreto, collaborando con aziende, distributori, operatori e impianti di riciclo, in modo da rendere la raccolta e soprattutto la gestione del fine vita dei polimeri sempre più efficienti e valorizzare, così, quella che è una risorsa circolare strategica".
I rifiuti gestiti da Ecopolietilene hanno trovato nuova vita in diverse filiere industriali. I manufatti durevoli utilizzati in agricoltura, termoidraulica ed edilizia, così come i beni flessibili quali sacchi per la spazzatura e teli per serre, sono diventati nuove materie prime seconde.
Il 60% è stato destinato allo stampaggio a iniezione per la produzione, ad esempio, di cassette, giocattoli, arredi e tubazioni.
Il 20% del materiale rigenerato ha trovato nuova vita nei film flessibili per imballaggi e agricoltura, mentre l’11% è stato utilizzato nell’estrusione e nello stampaggio generico per prodotti industriali e componenti tecnici. Il resto - spiega Ecopolietilene - ha dato vita a tubi e profilati, lastre, canaline e contenitori rigidi attraverso processi di estrusione e stampaggio.
"Nel 2026 proseguiremo con un approccio fattivo per valorizzare il corretto riciclo dei rifiuti in plastica - aggiunge Dezio -. Il contesto industriale non è semplice, le aziende hanno bisogno di essere sostenute e agevolate nei processi di conformità. Riteniamo necessario guardare a un unico sistema EPR capace di coinvolgere tutti i beni plastici non da imballaggio e rafforzare le filiere industriali legate alle materie prime seconde, che sono un elemento centrale per lo sviluppo del settore".
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