20 aprile 2026 08:48
Contro il rincaro dei prezzi delle materie plastiche legato alla guerra in Iran, l’associazione dei consumatori Codacons ha inviato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per verificare "la legittimità delle pretese economiche e possibili fenomeni speculativi che danneggerebbero i consumatori".
Una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale - segnala l’associazione dei consumatori - potrebbe a breve costare fino a 5-6 centesimi di euro in più, "determinando una stangata sui consumatori italiani da complessivi 606 milioni di euro annui, con un aggravio di costo del +20% rispetto agli attuali listini al dettaglio, mentre per le altre bevande si stima un aumento del +10%".
La denuncia si basa su alcune comunicazioni formali di aggiornamento al rialzo dei prezzi da parte dei produttori di plastica per bottiglie, tappi, etichette e film utilizzati per l’acqua minerale e le bevande in generale.
In alcune di queste comunicazioni - si legge nel comunicato del Codacons - viene introdotta una specifica voce denominata 'War Med Surcharge'; in altre si invocano clausole di forza maggiore, con conseguente richiesta di rinegoziazione immediata dei contratti e, in taluni casi, si prevede la sospensione delle forniture in assenza di accettazione delle nuove condizioni.
"È indubbio che il conflitto in Medio Oriente abbia determinato tensioni sui mercati energetici e logistici, con inevitabili riflessi sui costi di produzione e trasporto. Tuttavia, tali impatti risultano per loro natura progressivi, differenziati e non uniformemente distribuiti lungo l’intera filiera. Ne consegue che la traslazione immediata, generalizzata e standardizzata di aumenti sui clienti finali appare difficilmente giustificabile in termini di proporzionalità e causalità".
Per l’associazione, inoltre, le richieste di aumento riguarderebbero anche contratti già perfezionati e in corso di esecuzione.
"Non si configurano come esito di una leale rinegoziazione, bensì come una vera e propria imposizione, spesso accompagnata, in forma esplicita o implicita, dalla prospettazione della mancata consegna della merce o della sospensione delle forniture in caso di mancata accettazione".
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