30 marzo 2026 08:45
Si è concluso con successo il programma di ricerca europeo BioSupPack, dimostrando che è possibile utilizzare gli scarti della birrificazione per ottenere bioplastiche ad alte prestazioni destinate ad applicazioni di packaging.
Il progetto, che ha coinvolto 18 partner sotto il coordinamento del centro spagnolo Aimplas, è stato finanziato dal Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU) con 7,6 milioni di euro nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione europea.
Durato cinque anni, BioSupPack ha portato allo sviluppo e validazione di sei innovazioni nei materiali a base di poliidrossialcanoati (PHA e PHB) e relativi processi produttivi.
Il primo risultato riguarda un processo scalabile di bioraffineria per la produzione di PHB ad alta purezza partendo da trebbie esauste provenienti da birrifici. Queste vengono prima sottoposte a un pretrattamento al plasma e, successivamente, a fermentazione microbica. Il processo ha dimostrato di essere utilizzabile in ambienti industrialmente rilevanti.
Il secondo sviluppo è un coating a base di PHA in forma di plastisol, 99% biobased e biodegradabile, utilizzabile sia come rivestimento barriera per imballaggi in cartoncino al posto del polietilene, sia come coating di tessuti sostituendo il PVC. L’innovazione, protetta da un brevetto di Centexbel, ha raggiunto il livello TRL 6, quindi è pronta per essere concessa in licenza ai produttori di coating.
Il consorzio ha messo anche a punto un packaging compostabile a base fibrosa con proprietà barriera comparabile a quelle delle plastiche di origine fossile per applicazioni nelle coppette e vaschette per gelato.
Formulazioni a base di PHB sono state formulate da uno dei partner del progetto, SabioMaterials, per imballaggi rigidi come bottiglie ed espositori per il retail. I materiali, ottenuti da flussi di scarti rinnovabili, biodegradabili e riciclabili sia meccanicamente che per via enzimatica, sono destinati a migliorare la lavorabilità in estrusione-soffiaggio e stampaggio a iniezione. L’innovazione ha raggiunto il livello TRL 7, con produzione su scala industriale.
Altri imballaggi rigidi a base di bioplastiche sono stati sviluppati dai partner del progetto: Logoplaste Innovation Lab ha ottenuto bottiglie per dressing e prodotti per la cura della persona, mentre Aimplas ha realizzato un espositore per bottiglie di birra destinato al settore retail.
Infine, è stato realizzato da Iris un prototipo di apparecchiatura per la selezione dei rifiuti da imballaggio destinati a riciclo enzimatico, opzione di fine vita che si apre alle bioplastiche grazie allo sviluppo di nuovi enzimi selettivi.
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