19 marzo 2026 08:43
L'idea in sé è anche buona: far dialogare, all'interno di una mostra, i fossili del territorio toscano, testimonianze di vita marina risalente al periodo che va da 5 a 2,5 milioni di anni fa, con quello che i paleontologi del futuro troveranno come resti del 'plastocene'.
Anche gli organizzatori sono degni di considerazione: CNR-Ifac, il Museo GAMS di Scandicci, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e l'Istituto Russell-Newton di Scandicci, che insieme hanno dato vita all'esposizione ‘PaleoPlastica – I Fossili del Futuro’, che verrà inaugurata sabato 21 marzo presso il museo toscano per chiudere a fine anno.
È il sottotesto che non convince, o - meglio - pecca di scarsa originalità: le plastiche persistenti che inevitabilmente inquinano mari e ambiente. Tema tanto scontato e mainstream da far venire il sospetto che serva per attirare visitatori a un'esposizione - quella dei fossili marini - altrimenti rivolta agli addetti ai lavori. Per un giudizio definitivo, non occorre dirlo, bisognerebbe visitare l'esposizione, ma credo che a questo turno passerò la mano.
Per chi fosse interessato riportiamo qualche passo della presentazione: "Gli straordinari fossili del territorio toscano, patrimonio del GAMS, testimonianze di vita marina risalente al periodo che va da 5 a 2,5 milioni di anni fa, quando gran parte della regione era sommersa dal mare profondo, ricco di pesci, alcuni dei quali estinti, saranno messi ‘in dialogo’ con i ‘reperti contemporanei’, recuperati sulle spiagge toscane, segni concreti delle abitudini e dei consumi dell’uomo moderno, che hanno un impatto significativo sul pianeta e sugli ecosistemi, contribuendo all’inquinamento e mettendo a rischio molte forme di vita".
La mostra si articola in quattro sezioni:
• Dialogo Temporale: nelle teche fossili marini di milioni di anni fa siedono accanto a oggetti in plastica, evidenziandone la drammatica persistenza geologica.
• La Sala della Balena Fossile: il maestoso scheletro di balena del GAMS sarà circondato da frammenti di plastica sospesi, simulando lo stato di degrado degli oceani attuali.
• La Sala della Luminescenza: una sezione suggestiva dove la plastica, esposta a lampade UV, mostrerà la sua natura ‘aliena’ attraverso una reattività luminosa.
• Sculture Bio-Plastiche: installazioni artistiche di squali, tartarughe e meduse realizzate interamente in plastica riciclata da Simone Casati e dal paleoartista Samuele Gabbanini.
Testo di Carlo Latorre
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