1 dicembre 2025 08:50
Quasi il 60% dei succhi di frutta e il 75% del latte sono confezionati in cartoni per bevande. Solo in Italia sono circa 90mila le tonnellate di packaging immessi al consumo, che - terminato l'uso - vengono conferite dai cittadini nei rifiuti, il più delle volte nel contenitore della carta, in alcuni casi nella frazione della plastica.
I cartoni - i più noti sono i TetraPak (marchio registrato dell'omonima azienda) - sono costituiti da carta, che in peso vale circa il 75% del peso totale, da polietilene (21%) e da alluminio (4%); se si esclude la chiusura, plastica e metallo sono combinati in un multistrato che funge da barriera, conferendo ai prodotti contenuti nel pack una lunga conservazione, anche fuori dal frigorifero. Multistrato che è però difficile da separare nei suoi materiali di partenza.
A livello europeo, secondo le rilevazioni dell'associazione di settore FBCA (Food and Beverage Carton Alliance), circa la metà di questi contenitori viene recuperata con la raccolta dei rifiuti. Dopodiché, in cartiera, la cellulosa viene separata e recuperata.
E la frazione restante? I dettagli del processo di riciclo di plastica e alluminio sono illustrati, passo per passo, in questo video, frutto di una visita alla Ecorevive di Provaglio di Iseo, in provincia di Brescia, uno dei due riciclatori della frazione PolyAl attivi in Italia (l'altro è Lucart, in Toscana).
Nel nostro paese ci sono anche due cartiere che trattano i cartoni per bevande separando una frazione PolyAl idonea al successivo riciclo. In Europa sono una ventina, mentre i centri per il riciclo della frazione plastica sono otto e un altro paio sono in fase di progetto.
Ecorevive opera dal 2011, fondata dall'attuale CEO Mauro Imberti (nella foto). Inizialmente trattava plasmix ed erba sintetica, ma da qualche anno si occupa prevalentemente di riciclare PolyAl, con una capacità produttiva che può arrivare a 12mila tonnellate annue, anche se - nell'ultimo triennio - l'output effettivo si è attestato intorno alle 6-7.000 tonnellate l'anno di rigenerato, commercializzato con il marchio PlastiQù.
Rispetto ad altri riciclatori che propongono sul mercato il materiale in granuli, Ecorevive si ferma al passaggio prima della rigranulazione, fornendo direttamente il densificato in scaglia - economico, colorabile e inodore - che, oltre a costare la metà del granulo, è ritenuto pienamente idoneo alla trasformazione in prodotti finiti: dalle paline utilizzate nella Laguna di Venezia alle pavimentazioni per esterni, dai pallet agli arredi per giardino, con un'escursione anche nella modifica degli asfalti. Prodotti che sono stati messi a punto grazie a una stretta collaborazione tra riciclatore e trasformatore.
A supporto della filiera, FBCA ha elaborato le nuove Linee Guida “Design for Recycling” 2025 e il protocollo di certificazione RECY:CHECK; si tratta di strumenti che definiscono i criteri tecnici e metodologici per la progettazione di packaging compatibili con le cartiere specializzate nel riciclo e con il processo di riutilizzo del PolyAl.
Speriamo di avervi incuriosito. Nel video mostriamo l'intero processo di riciclo del PolyAl e alcune interessanti applicazioni. Buona visione...
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Rebranding strategico nel settore dei masterbatch, parte dello Strategic Plan 2030 del gruppo Hexpol.
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