27 novembre 2025 08:41
Novamont e Syensqo, insieme ad Altair Chemical ed Henkel Italia, sono state insignite ieri a Milano, presso la sede di Federchimica, con il Premio Responsible Care, riconoscimento assegnato ogni anno al termine della presentazione dell'omonimo rapporto sui risultati del programma volontario per la promozione dello sviluppo sostenibile dell'industria chimica.
Il produttore italiano di bioplastiche Novamont ha ricevuto il riconoscimento per aver sviluppato uno strumento mirato al calcolo della carbon footprint di prodotto (sacchetti e imballaggi monouso), utilizzabile dai clienti in modo autonomo. Allineato alle norme ISO 14040 e 14044 (LCA) e alle norme internazionali per il calcolo dell'impronta di carbonio, lo strumento messo a punto dall'azienda novarese ha passato una verifica di terza parte a fine 2024 (leggi articolo).
Syensqo si è aggiudicata il Premio Responsible Care grazie ai “Safety Half Days", incontri per la sensibilizzazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro, che insieme ad altre iniziative contribuiscono all’obiettivo "zero infortuni" nel sito di Bollate, in provincia di Milano.
Altair Chemical si è vista riconoscere dalla giuria il progetto “Carbonato di potassio da cattura CO2”, con recupero dell'anidride carbonica contenuta nei fumi di due cogeneratori ad alto rendimento, convogliata direttamente nel processo di produzione del carbonato di potassio (K2CO2) dello stabilimento di Volterra.
Il sistema ha consentito di passare dall’utilizzo di CO2 acquistata in forma liquida e trasportata in autocisterne, a un sistema che consente di recuperare il 30% delle emissioni del cogeneratore per circa 8.000 t/anno e ridurre il consumo di metano del 20%.
Infine, Henkel Italia è salita sul podio con il progetto “IoT e sensori intelligenti per una manutenzione sicura, sostenibile ed efficiente”, una piattaforma digitale innovativa che, grazie a sensori intelligenti e algoritmi avanzati, monitora in tempo reale componenti critici, rilevando perdite, vibrazioni anomale e cambiamenti strutturali. I dati vengono elaborati e trasmessi a una dashboard digitale, generando notifiche automatiche per interventi mirati e tempestivi. Il progetto, in fase di espansione, mira a creare un ecosistema digitale per una manutenzione sostenibile, in grado di ridurre gli interventi manuali in zone pericolose, il rischio ambientale e l’impronta di carbonio, prevenire proattivamente i guasti, le perdite di prodotto, ottimizzare la vita operativa degli asset, oltre che aumentare la consapevolezza e la cultura della sicurezza.
Per quanto riguarda i risultati del programma Responsible Care, illustrati dal Presidente di Federchimica, Francesco Buzzella (nella foto), dal 1990 a oggi le emissioni di CO2 sono diminuite del 70%, un risultato che anticipa l'obiettivo della Commissione Europea al 2030 (-55%).
Considerando le emissioni dirette e indirette, l’industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 71%. In termini di economia circolare, il riciclo è la prima modalità di destinazione dei rifiuti (49%), in significativo aumento rispetto al 2015: era il 23%.
Sono invece calati del 46% gli infortuni sul luogo di lavoro rispetto al 2010.
L'anno scorso l’industria chimica italiana ha generato un valore della produzione pari a 65 miliardi di euro, per il 90,3% (58,7 miliardi di euro) distribuito agli stakeholder sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione.
L’industria chimica contribuisce al bilancio pubblico e all’offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quasi 2,5 miliardi di euro in imposte e oneri sociali, connessi alle spese per il personale.
Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilità sociale ed ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care rappresentano annualmente oltre il 2% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di 708 milioni di euro, di cui 301 milioni in investimenti.
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