26 novembre 2025 13:38
Ottenere Alluminio Idrossido, utilizzabile come ritardante di fiamma non alogenato, partendo da PolyAl, la frazione LDPE-Al dei cartoni per bevande, è l'obiettivo che si sono posti i ricercatori dell’Alta Scuola Politecnica (ASP) del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino nell'ambito del progetto Rheinholds, al quale partecipano - come partner industriali - Greenchemicals e il gruppo Crosspolimeri.
Il progetto è partito lo scorso maggio, durante la fiera Green Plast di Milano, con il kick-off meeting tra Greenchemicals, gli studenti coinvolti (nella foto) e i potenziali stakeholder del progetto.
Come noto, i cartoni per bevande tipo TetraPak (marchio commerciale dell'omonima azienda) sono composti da cartoncino rivestito internamente con strati barriera costituiti da alluminio e polietilene a bassa densità (LDPE). Dai contenitori raccolti con la differenziata è possibile separare facilmente lo strato in fibra cellulosica, ma non il polietilene dall'alluminio, che infatti vengono riciclati insieme, ottenendo flakes o granuli per stampaggio o estrusione.
Attraverso il progetto Rheinholds (REcycle INnovative of Tetrapak for HalOgen-free fLame-retarDant) si vuole seguire un'altra strada: estrudere il residuo della cartiera e convertire completamente il PolyAl in idrossido di alluminio, utilizzabile come ritardante di fiamma non alogenato, destinato per esempio al settore dei cavi.
I partner accademici del progetto sono gli studenti dell’ASP - coordinati dai professori Lidia Castoldi e Fabio Alessandro De Orsola -, mentre per la parte industriale sono coinvolte Greenchemicals, specializzata in additivi per l’industria della plastica (tra cui antifiamma esenti alogeni) e il compoundatore Crosspolimeri, specializzato in materiali per cavi con le consociate Crosspolimeri Schweiz, Eurocompound e ReCross.
I ricercatori, dopo aver verificato sperimentalmente il processo dal punto di vista chimico presso la Polichem di Garlasco (PV) – dove si trovano il laboratorio e l'impianto di produzione di Greechemicals -, dovranno validare anche la fattibilità tecnica dell'estrusione per la generazione di idrossido di alluminio, analizzare i costi complessivi del processo, individuare applicazioni concrete e dialogare con i riciclatori per valutare interesse e praticabilità.
Infine, dovranno coinvolgere eventuali stakeholder per la messa a terra del progetto e studiare il mercato dei ritardanti di fiamma halogen-free per sviluppare un modello di business solido da proporre a potenziali investitori.
La discussione finale da parte degli studenti è prevista nel settembre del 2026, quando potremo sapere se dalla ricerca si potrà arrivare a un'applicazione industriale dei residui dei cartoni.
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