3 marzo 2017 07:40
Il cracker per etilene di Porto Marghera doveva chiudere tre anni fa, ma non solo resterà in esercizio anche nei prossimi mesi, sarà forse oggetto di nuovi investimenti. Lo comunicano i sindacati dei chimici dopo un incontro con i vertici di Versalis che ha portato alla firma di un accordo di programma.
Il piano prevede il fermo programmato dell’impianto veneziano per manutenzione dal 3 settembre al 19 ottobre 2017, per un totale di 47 giorni sul reparto Cracking e 51 giorni su quello Aromatici, per un investimento stimato in circa 20 milioni di euro per il cracking e 2,6 milioni di euro per l’area aromatici, a cui si aggiungono ad altri 3,1 milioni di euro per attività di fermata in conto esercizio.
Secondo i sindacati - Versalis non ha voluto commentare - l’investimento non sarebbe destinato alla sola revisione ordinaria degli impianti, ma comprenderebbe anche un intervento di upgrading con possibilità di ampliare e migliorare gli assets esistenti.
“Un risultato che va oltre le aspettative - sono le parole di Riccardo Colletti di Filctem Cgil Venezia - soprattutto per l’innovazione tecnologica sui sistemi di controllo degli impianti, che la società intende realizzare, che rappresenta una prospettiva finalmente seria e concreta di interesse per la sicurezza. Tenuto conto degli investimenti successivi, che interesserannno le caldaie, l’ammontare supererà i 50 milioni di euro”.
Che per il cracker di Porto Marghera il tempo di andare in pensione non fosse ancora giunto era stato dichiarato anche lo scorso ottobre dall’AD di Versalis Daniele Ferrari nel corso di una audizione alla Camera dei Deputati, che aveva citato accordi stipulati con alcuni gruppi chimici per l’approvvigionamento di etilene.
A Porto Marghera dovrebbe proseguire anche il piano di riconversione alla chimica verde, in partnership con la statunitense Elevance Renewable Science, che vedrà l’avvio di un impianto con processo di metatesi applicata agli oli vegetali destinato alla sintesi di prodotti chimici biobased (additivi per l’estrazione petrolifera, detergenti, solventi, bio-lubrificanti e oleochemicals), per un investimento complessivo di circa 200 milioni di euro.
L’unità cracking per etilene da 490mila tonnellate annue era stata fermata alla fine del 2014 per essere smantellata. Era stata invece riaccesa nel febbraio 2015 per soddisfare una fornitura di etilene proveniente da Shell, alla prese con il fermo del cracker di Moerdijk, in Olanda. In seguito sono stati trovati nuovi acquirenti per l'etilene veneziano.
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