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C.A.R.P.I. si ritrova a Venezia

Il 15 maggio, in Laguna, è in programma l'Assemblea Generale del Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia, occasione di confronto e non solo di numeri.

1 maggio 2026 00:14

asemblea Carpi  Sembra ieri quando, nel 2007, il Consorzio Autonomo Riciclo Plastica Italia - C.A.R.P.I. muoveva i primi passi grazie al coraggio e alla lungimiranza di 9 imprenditori pronti a credere in questo progetto e a dargli la forza e le risorse per partire.

Oggi, a distanza di quasi vent'anni, le imprese consorziate sono più di 60 sull’intero territorio nazionale e contribuiscono a realizzare con i fatti, non a parole, l’economia circolare in Italia, apportando benefici ambientali, economici e sociali al nostro Paese.

Vediamo qualche numero: l'anno scorso, le aziende consorziate hanno avviato a recupero e riciclo più di 530.000 tonnellate di rifiuti in plastica post-consumo, un quantitativo in peso pari a oltre 26 volte quello del campanile di San Marco - per restare in zona assemblea - e che, per essere trasportato dopo l’imballaggio, richiede 21.120 camion, che, messi uno dietro l'altro, formano una colonna ininterrotta di 350 km, in pratica da Venezia fino a La Spezia.

C.A.R.P.I. ha l’ambizione di definirsi “filiera” poiché, per scelta statutaria, raggruppa aziende che svolgono ruoli diversi nel ciclo delle materie plastiche: non solo la parte terminale e fondamentale per “chiudere il cerchio”, rappresentata dai riciclatori, quindi, ma - a monte - i raccoglitori che assicurano l’approvvigionamento di rifiuti di qualità e - a valle - i trasformatori che utilizzano i granuli vergini e riciclati per produrre nuovi manufatti, ricomprendendo anche i fornitori di servizi per l’intero comparto.
Per questa ragione, l’assemblea annuale del Consorzio non è solo il momento per rendicontare ai consorziati il “valore aggiunto” prodotto per loro conto nell’ultimo anno da C.A.R.P.I., ma è - prima di tutto - un'occasione di incontro e confronto tra gli imprenditori che danno vita alla nostra filiera.

logo carpiFare impresa in Italia è infatti già di per sé difficile, ma farla nella gestione dei rifiuti, purtroppo, si trasforma troppo spesso in una vera e propria odissea.
Non è quindi un caso se sono sempre di più le aziende straniere, spesso extra-europee, che decidono di investire ingenti capitali per acquisire aziende italiane operanti nel settore dell’economia circolare: la qualità delle nostre tecnologie, dei nostri tecnici, delle nostre maestranze e dei nostri prodotti è riconosciuta ed è attrattiva, anche a dispetto delle difficoltà e degli handicap del Sistema Paese.
Pur non biasimando chi ha fatto scelte diverse, fa ugualmente male vedere il punto in cui siamo arrivati: per quanto ancora sventolerà la bandiera italiana davanti alle sedi dei nostri stabilimenti?

È però l'intero settore della plastica a essere in grave sofferenza e, senza interventi strutturali, a rischio di deindustrializzazione. Un comparto strategico per il sistema produttivo nazionale, con quasi 60 miliardi di euro di fatturato, circa 170 mila occupati e 25 miliardi di export, secondo in Europa alle spalle della Germania.

Forse è presto per parlare di inizio della fine del Made in Italy, ma il comparto gomma-plastica è un esempio delle molte occasioni che il nostro Paese spreca trascurandole. Il settore ha bisogno di soluzioni che gli imprenditori hanno elaborato da anni, che non incidono sulla finanza pubblica e che sono state presentate e condivise in molteplici tavoli istituzionali, restando però desolatamente arenate nelle secche delle beghe politiche e della burocrazia.

Il 15 maggio, dunque, sarà il giorno per festeggiare gli obiettivi di recupero e riciclo raggiunti in stretta collaborazione con Corepla, per i quali l’Europa ci rende merito mentre l’Italia sembra rimanere assente o, perlomeno, troppo distratta. Noi, le nostre imprese con il loro lavoro quotidiano, continuiamo a metterci la faccia, consapevoli che l’obiettivo della sostenibilità si può raggiungere proprio attraverso questo lavoro e la capacità di innovare, e non con i proclami o con l’esasperata produzione di norme spesso poco coerenti…

Con il contributo di:
Consorzio C.A.R.P.I.
Tel +39 041 449055
www.consorziocarpi.com

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