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Plastica riciclata, risorsa per un'economia sostenibile

Grazie alla crescente sensibilità dei consumatori nei confronti della sostenibilità ambientale, lo slogan “plastic-free” è sempre più diffuso, ma è davvero pensabile un futuro senza plastica?

12 maggio 2021 14:08

MepolÈ sotto gli occhi di tutti, in questo particolare momento di emergenza legato alla pandemia di Covid-19 come l'utilizzo della plastica sia quasi imprescindibile, pensiamo solamente alla produzione delle mascherine, o ai contenitori utilizzati per i servizi di food delivery.

"L’abbandono della plastica nell’ambiente costituisce la prima causa di degrado ambientale, assieme al suo mancato riutilizzo: la soluzione è usare quanto più possibile del materiale che non sia vergine, quindi andare a recuperare quello già in circolazione, in modo da non immettere nuova materia nel mercato, e di conseguenza nell’ambiente", sottolinea Mirco Melato, CEO di Mepol, azienda trevigiana specializzata in polimeri e compound termoplastici ad alto valore tecnologico e di ecosostenibilità.

"Ad oggi siamo un gruppo di quattro aziende, la 'casa madre' è la Mepol, azienda nata nel 1996 dalle ceneri di una realtà attiva nel recupero e nel riciclo delle materie plastiche, attività alla quale abbiamo affiancato il compounding, quindi la lavorazione del materiale per renderlo idoneo a un successivo utilizzo. Nel tempo l’azienda si è ingrandita puntando sulla specializzazione: una delle aziende del gruppo – Polar, che si trova all’interno del polo petrolchimico di Ferrara –, si occupa esclusivamente del recupero dei rifiuti plastici, mentre ITI Poland – con sede in Polonia – si occupa sia di recupero che di compounding. Parliamo di recupero sia di rifiuti plastici che di scarti di produzione delle aziende. Noi principalmente lavoriamo il polipropilene e la poliammide, due polimeri ampiamente utilizzati, ad esempio, nell’arredamento e nell’automotive, due tra i settori chiave in cui si è capito che l’appeal del consumatore verso il prodotto riciclato è in grande crescita".

MepolQuello messo in atto negli stabilimenti del gruppo Mepol è un processo piuttosto complesso. "Lavorare un prodotto riciclato è molto diverso dal lavorare una prima scelta", conferma Melato: "la plastica quando viene rifusa perde alcune delle sue caratteristiche fondamentali, che vanno compensate con l'utilizzo di specifici additivi. Non ci sono solo i requisiti tecnici di cui tenere conto, ma anche quelli normativi. Se produco plastica riciclata per il mercato dei giocattoli, ad esempio – un settore che stiamo ampiamente sviluppando –, il prodotto deve essere esente da concentrazioni di determinati metalli pesanti, alcune sostanze non devono migrare, e via dicendo. Inoltre, il rifiuto arriva dalle fonti più diverse, e garantire la conformità del materiale ottenuto dalla sua lavorazione è un lavoro molto complicato. Per questo motivo abbiamo un laboratorio di analisi interno, in cui eseguiamo tutti i test necessari, mentre per i protocolli più stringenti ci affidiamo anche allo screening di un laboratorio esterno. Quest'ultimo organo certifica anche la cosiddetta etichettatura ambientale  – CSI Recycled Plastics –, riservata alle formulazioni con almeno il 30% di materiale riciclato".

La seconda vita della plastica è quindi la prima risorsa per un'economia sostenibile.

"Realizzare un bene durevole in plastica riciclata è possibile - conclude Mirco Melato -. L'invito a chiunque oggi abbia bisogno di un polimero termoplastico per una qualsiasi applicazione, è quello di scegliere un polimero riciclato. Nella speranza che questa scelta venga accompagnata da una sempre maggiore consapevolezza ambientale da parte dei consumatori".

Con il contributo di:
Mepol Srl
Via Kennedy 7/d - 31039 Riese Pio X (TV)
Tel.: +39 0423 746168
Fax: +39 0423 746682
www.mepol.com

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