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Nuova referenza Comac nel compounding

Il costruttore milanese ha ricevuto un ordine per un estrusore bivite corotante da un importante produttore europeo di adesivi hot-melt. Ma non è l’unica specializzazione dell’azienda.

30 marzo 2018 14:17

estrusore Comac
La costruzione di impianti per compounding è una specializzazione nel mondo dei fornitori di linee di estrusione, che richiede esperienza e capacità tecnologiche per garantire volumi produttivi e costanza qualitativa. Un settore che in Italia ha solide radici.

Tra le aziende capofila che operano nel nostro paese c’è la Comac di Cerro Maggiore, in provincia di Milano, che da quarant’anni progetta e realizza estrusori bivite per la produzione di masterbatches e compound.

Ultima referenza in questo campo è la recente firma di un contratto con un’importante società europea per la fornitura di un estrusore bivite corotante modello EBC 90 HT-High Volume, con lunghezza della vite pari a 52D, per la produzione di hot-melt, con produttività oraria fino a 1500 kg. La gamma di impianti EBC 90 comprende modelli con diametro nominale della vite da 92 a 94 mm (serie HV), velocità di 300, 600 o 900 rpm, forniti con rapporto L/D da 24 a 52.

Comac 40 anniversarioL’esperienza acquisita negli anni da Comac comprende linee per la compoundazione di una vasta gamma di resine e cariche, a base sia di poliolefine (PP o PE, spesso riciclati) caricate minerale (CaCO3 o talco), sia di polipropilene o poliammidi rinforzate con fibre di vetro, fino alle più disparate leghe polimeriche a base di ABS, EVA, PET, EPDM e poliproprilene.

Nel caso dei compound con cariche minerali su basi poliolefiniche, la capacità produttiva delle linee Comac parte da 2.500 kg/h per arrivare a 4.500 kg/h, prestazioni ottenute anche con tenori relativamente alti di minerale: fino all’ 80% con CaCO3 non rivestiti (70% rivestiti), e dal 30 al 50 % con talco. Passando ai fibrorinforzati, il costruttore lombardo ha messo a punto linee con capacità superiore a 1000 kg/h, destinate alla produzione di compound con percentuali di rinforzo fino al 50% su base poliammidica e al 35% (talvolta 50%) nel caso del polipropilene.

Non di meno, il costruttore milanese può vantare una lunga consuetudine con l’additivazione di ritardanti di fiamma, compresi quelli di ultima generazione esenti da alogeni (tipicamente su base PE, EVA, o PP), i cosiddetti HFFR.

Un discorso a parte va fatto per i prodotti meno comuni, non sempre facili da lavorare, come gli adesivi “hot-melt”, in forma di granuli o di “sticks”, i tecnopolimeri resistenti ad alte temperature (come PEEK e PPS), come pure elastomeri termoplastici e poliuretani termoplastici (TPU) ottenuti da reagenti liquidi. Materiali per i quali Comac, nel corso degli anni, ha fornito estrusori ad alcuni dei più importanti produttori internazionali.

Comac PlastL’azienda sarà presente quest’anno a Plast 2018 (FieraMilano Rho, 29 maggio - 1 giugno) al Padiglione 13, stand B72.

 

Con il contributo di:
Comac srl
via per Legnano 57
20023 Cerro Maggiore (Mi)
www.comacplast.com
Tel.+39.0331577387
e-mail: com@comacplast.it

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