28 luglio 2010 @ 02:15:00 CEST
L'Università di Palermo sperimenta fibre naturali per il rinforzo di epossidiche.
L'ateneo siciliano sta mettendo a punto per le regate universitarie un' imbarcazione a vela che combina compositi tecnologicamente avanzati con materiali naturali come il lino e il sughero.
La barca, battezzata Led, acronimo di Linen Epoxy Dinghy, è in costruzione presso il Dipartimento di Ingegneria meccanica e Aeronautica. Per lo scafo, come recita il nome, sarà utilizzata una resina epossidica caricata con fibre di lino, in sostituzione dei tradizionali rinforzi con fibre di vetro o di carbonio.
“Il lino è un materiale naturale, eco-sostenibile, dai costi contenuti e dalle prestazioni paragonabili a quelle delle fibre di vetro - spiega il docente di Meccanica, Antonio Mancuso -. L’uso delle fibre di lino non è recente (era già utilizzato per i piani di coda di alcuni aerei costruiti negli anni ’40), ma le applicazioni in cui questo materiale assolve anche funzioni strutturali sono oggetto di studi e ricerche".
L’anno scorso l’Ateneo ha debuttato alle regate universitarie con la barca Zyz. "Led segue la stessa filosofia di Zyz ma vuole essere più versatile e facile da gestire in condizioni meteo impegnative - afferma Mancuso -. Stabilità, semplicità e leggerezza hanno determinato linee tese, un layout di coperta semplificato e un marcato ginocchio nella zona poppiera".
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