29 settembre 2006 @ 09:17:31 CEST
Uno studio presentato dall'AIPE fotografa il mercato del polistirene espanso nelle applicazioni di packaging.
AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso ha commissionato alla società di consulenza Pack Co una ricerca sull’andamento del mercato italiano dell’EPS per applicazioni di imballaggio, i cui risultati sono stati presentati ieri a Milano nel corso del convegno: “EPS & Imballaggio in Italia – il mercato, le applicazioni, il riciclo”.
L'industria del packaging utilizza il 45,5% delle 138.000 tonnellate di polimero consumate complessivamente in Italia, ma come ha rilevato Natale Santoni - Vice presidente Aipe Settore Imballaggio - questi volumi sono rimasti pressoché stabili negli ultimi 4-5 anni, mentre l'imballaggio è cresciuto mediamente del 5% e il segmento degli imballaggi in plastica ha segnato una crescita di quasi il 10%.
Le ragioni di questo andamento vanno cercate nella stagnazione della produzione industriale nel suo complesso e nella concorrenza di altri materiali (plastici e non), resa più difficile dall'aumento dei costi delle materie prime di origine petrlochimica, che si è trasferita sui prezzi del polimero.
In quest'ottica, la ricerca realizzata da Pack Co cerca di spiegare quali sono i principali limiti allo sviluppo e quali strumenti possono essere adottati dai trasformatori di EPS per far ripartire i consumi. Lo studio, condotto attraverso un questionario inviato ai soci AIPE, è stato presentato da Francesca Mostardini.
I segmenti di punta per l’imballaggio in EPS sono il cassettame, seguito dagli elettrodomestici, dalla componentistica (packaging di manufatti industriali quali motori elettrici, mattonelle e ceramiche, caschi, condizionatori, ecc.), dalle seminiere, dai mobili e dal confezionamento alimentare.
L’analisi della domanda proveniente dai vari settori, evidenzia un forte legame con i mercati a valle, soprattutto nel settore mobile/arredo, mentre per il cassettame e l’edilizia è influenzato dalla stagionalità - ha spiegato Francesca Mostardini - Inoltre il rapporto qualità/prezzo risulta un fattore importante sul quale incide molto l’andamento dei prezzi della materia prima.
Nel caso degli elettrodomestici bianchi, è decisivo il processo di delocalizzazione all’estero delle industrie nazionali, che non ha però coinvolto i trasformatori, il 94% dei quali dichiara di non aver trasferito le produzioni perché il fenomeno avrebbe provocato ricadute troppo elevate di costi logistici.
Per quanto riguarda le politiche di sviluppo del mercato, tutte le aziende intervistate hanno posto l'accento sull’innovazione e la messa a punto di nuove applicazioni in EPS, in particolare lo studio di prodotti ricavati dall’accoppiamento del polistirene espanso con altri materiali.
Tutte le aziende hanno indicato inoltre la comunicazione come fattore fondamentale per spingere i prodotti e per garantire il successo delle innovazioni. Essa è ritenuta valida anche per spogliare i manufatti di EPS dalla veste “di prodotto povero” che è impropriamente spesso loro conferita.
L’indagine ha coinvolto anche i principali utilizzatori nazionali di imballaggi per elettrodomestici ai quali è stato chiesto di esprimere un parere sui limiti prestazionali del packaging in EPS - ha spiegato la Mostardini - La principale carenza emersa è la fragilità: al momento dell’avvolgimento del prodotto imballato nel film termoretraibile, spesso si creano tensioni discontinue che determinano la frattura delle lastre in polistirene espanso. Il prodotto in esse contenuto può a questo punto esser rifiutato all’arrivo nei punti vendita perché si teme abbia subito dei danneggiamenti meccanici". Ciò ha spinto l’industria degli elettrodomestici a sperimentare nuove soluzioni alternative d’imballaggio, a base – per esempio - di polipropilene espanso e cartone.
Un altro limite rilevato è l’ingombro dei manufatti in EPS che determina costi elevati di magazzinaggio, trasporto e logistica. E’ stato anche auspicato l’incremento di resistenza al fuoco del polimero ed è emersa, infine, l’importanza dei fattori ecologici abbinata all’aumento delle possibilità di riciclo dei manufatti in EPS. Tutti gli operatori della filiera, dai produttori alle associazioni, ritengono, infatti, a tal proposito doveroso promuovere un programma coordinato di educazione, sensibilizzazione e comunicazione sull' impatto ambientale dell’EPS, accompagnato da iniziative di recupero dei manufatti utilizzati.
Sempre secondo la società di consulenza incaricata della ricerca, un incremento dei centri di raccolta differenziata in tutte le regioni, potrà migliorare le prospettive del polistirene espanso rendendolo più concorrenziale rispetto a prodotti alternativi.
Il mercato italiano dell’EPS evidenzia quindi un livello di maturità prossimo alla saturazione, con volumi stabili e incapacità di generare valore aggiunto. Secondo Pack Co, è quindi necessario riqualificare le applicazioni esistenti e attuare una politica di informazione e di educazione dei consumatori sulla sostenibilità ambientale delle materie plastiche.
Nel corso dell'incontro è stata anche presentata la nuova convenzione AIPE-Corepla per il recupero e riciclo di EPS, che affrontiamo in dettaglio all'interno questo articolo: "EPS: partono le prime PEPS".
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